Gufi Narranti.

Il libro di Andrea Ferrari è un romanzo crudo e dal linguaggio scurrile e diretto che potrebbe sembrare a tratti ripetitivo sotto alcuni aspetti, ma serve a sottolineare quanto fosse ripetitiva l’esistenza del protagonista Andrea (stesso nome dell’autore).

Un giovane della vita decisamente complicata e dall’esistenza vuota e triste, sul filo della sopravvivenza. Un po’ per scelta un po’ perché non sempre le cose vanno come si vorrebbe.

Eppure Andrea è un ragazzo di carattere e trova sul fondo la voglia di ripartire e riaffacciarsi alla vita. Un aiuto fondamentale arriverà dalla più improbabile delle presenze. Eppure quando si tocca il fondo tutto può servire a spezzare la monotonia e ariprendersi in mano la propria vita. Una storia di quotidianità con un piede nel futuro, quel  un futuro probabile quasi già presente.

Il romanzo “Veleno” mescola realtà e realtà futura in un mix possibile e a tratti auspicabile visto l’effetto sul protagonista.

Andrea Ferrari in “Veleno” ha raccontato una storia (autobiografica?) senza preoccuparsi di non apparire a tratti squallido e ripetitivo, senza voler in nessun modo essere accomodante con il lettore, al quale viene sbattuta in faccia la realtà senza filtri di nessun tipo.

Era dai tempi di Cristhiane F e i ragazzi dello zoo di Berlino che non leggevo un romanzo così, con Veleno entri a gamba tesa nella parte nera dell’esistenza priva di sostegni dove solo la forza di volonta e l’attaccamento alla vita può darti la spinta per tornare a galla. Le giornate del protagonista sono realtà di molte persone vittime di disagio reale o provocato dalla società dove i deboli o coloro che pensano di esserlo si lasciano sopraffare.

Eppure in tanto squallore e abbandono c’è un grande squarcio di speranza che riqualifica l’uomo su tutto, anche su quanto lui stesso crea.

Sandra Pauletto