Secret Ed.
 

Secondo romanzo dell’autore che leggo e ritrovo la sua stessa penna graffiata, dura e concreta e con argomenti forti. Il suo modo di scrivere è diretto. Non ha giri di parole. Piaccia o no, Andrea, il protagonista del romanzo, è un antieroe. L’antitesi di ogni romanzo classico. Mi ricorda un po’ in alcuni punti la “coscienza di Zeno”, il cui protagonista ha avuto un passato turbolento con i suoi genitori. Questo rapporto disastroso, fatto più di bassi che di alti, renderanno Andrea Leoni una persona insicura e restia ai rapporti umani. Se non ti amano i tuoi genitori, chi può amarti e viceversa?

A differenza del primo romanzo di Andrea Ferrari, in questo vedo una luce di speranza.

Andrea, riuscirà ad aprirsi ad Arianna. Non vi spoilero chi è, ma vi racconto cosa rappresenta: una voce con cui parlare. Una voce a cui aprire i propri sentimenti. Una voce che sa ascoltare.

Ed è grazie ad Arianna che Andrea, ammetterà i suoi errori (sempre a modo suo) e forse per la prima volta cercherà di riprendere in mano la sua vita. O forse no?

Il giovane inizia a sentirsi solo, nella sua vita incasinata, con antidepressivi, cure e analisi. Ripercorrerà momenti importanti della sua vita, cercando di trovare anche i ricordi belli, tra i quali quelli con Rahima.

Uno spaccato sulla vita apparentemente perfetta delle persone che ci circondano. Tra false ostentazioni e futili apparenze, esistono poi persone come Andrea Leoni, che soffrono in solitudine. Emarginati dal mondo, ma non per colpe loro. A cui bisognerebbe dare una mano per affrontare i propri demoni, come ha fatto Arianna.